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ARAR :
Storia dei ritardi (20)
In
questa breve appendice, per soddisfare le richieste di molti
cultori dei ritardi, tratteremo un argomento molto
interessante, che riflette l’essenza del numero, ossia la
manifestazione di esso attraverso gruppi di due, tre,
quattro, cinque nei capolista o nei primi ritardatari ad
ogni ruota.
Difatti,
dal lungo, paziente e faticoso spoglio e dalle profonde
indagini statistiche, condotte in questa lunga rassegna,
possiamo dedurre che il ritardo massimo computato all’ultimo
numero dei ritardatari, in ogni ruota, può raggiungere
questi limiti:
per
i primi due ritardatari: estrazioni 133;
Ruota
di Torino: al 2 luglio 1932 si eliminò il ritardo di 133
estrazioni per i primi due ritardatari, 7 e 30, il primo da
154 estrazioni ed il secondo da 133.
Ruota
di Torino: al 16 gennaio 1932 fu eliminato il ritardo dei
primi due ritardatari, il 7 e 26 pervenuti il primo a 130
estrazioni ed il secondo a 151. Sortì il numero 26
conferendo al gruppo 130 estrazioni di assenza.
Per
i primi tre ritardatari: 110 estrazioni circa;
Ruota
di Torino: anche in data 16 gennaio 1932, erano in ritardo
in questa ruota tre primi numeri: 26 da 151 estrazioni, 7 da
130 estrazioni e 30 da 109 estrazioni. Con la sortita del
numero 26, come nell’esempio precedente, il gruppo attuale
raggiunse 109 estrazioni.
Anche
la ruota di Torino, ci offre il secondo esempio di 107
estrazioni. In data 4 aprile 1931 i primi tre ritardatari si
trovarono in questa posizione di ritardo: 11 da 182
estrazioni; 21 da 107 estrazioni; 26 da 110 estrazioni.
Sortì il numero 11 conferendo al gruppo dei primi tre
ritardatari 107 estrazioni.
La
ruota di Roma, ci offre l’ultimo esempio: in data 27
ottobre 1939 fu eliminato il ritardo del gruppo: 12 con 112
estrazioni; 67 con 110 ed 8 con 106 estrazioni. Sortì il
numero 67, conferendo al gruppo dei primi tre 106 estrazioni
di ritardo.
(continua)
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