|
Calcolo
di probabilità del Dott. Tobran
3°
parte
La
teoria delle medie assume importanza massima nella
valutazione delle categorie di una determinata serie
statistica. E’ noto, infatti, che le qualità statistiche
greggie, cioè in forma di numeri assoluti non si prestano
facilmente alla comprensione immediata e chiara per i
rapporti di grandezza che esse hanno. Per renderle
accessibili alla nostra mente, incapace di abbracciare e
scoprire nella vastità del campo sperimentale, le
uniformità delle leggi approssimative, occorre un lavoro
preparatorio di semplificazione e di rappresentazione, che
ponga nella maggiore evidenza possibile l’andamento
normale dei fenomeni. All’uopo, le grandi serie si
suddividono in categorie omogenee. L’esperienza ha
sezionato i novanta numeri dell’urna in gruppi naturali e
gruppi coordinati. Sono naturali i gruppi dei numeri di
decina: così
1.2.3.4.5.6.7.8.9.10.11.12.13.14.15.16.17.18.19 e così di
seguito. Le decine sono nove e si costituiscono di dieci
numeri. Sono coordinati i gruppi che si compongono di una
determinata cadenza. Cadenza è in sostanza la fonetica del
numero: 1.21.31 sono di cadenza uno; 2.12.22 sono numeri di
cadenza due e così di seguito. Le cadenze sono dieci,
compresa la zerata, e si compongono di nove numeri ciascuna.
La figura è il valore di un numero rapportato ad unità. L
e figure sono nove, vanno da uno a nove e si costituiscono
di dieci numeri: 1 è figura di uno; 55 è figura di uno
perché 5+5 fanno 10 e 1+0=1. 3 è figura di tre; 66 è
figura di tre perché 6+6 è uguale a 12 e 1+2=3. Tale
suddivisione è feconda di effetti pratici. Stabilita la
probabilità di un gruppo e i suoi limiti massimi di scarto
in più o in meno a base delle medie, l’indagine sulla
probabilità di uno dei suoi componenti si presenta
indubbiamente più agevole. Conosciute le leggi fondamentali
e sussidiarie del calcolo di probabilità conviene
apprendere gli elementi centrali del calcolo particolare
alla nostra disciplina. Abbiamo avuto occasione di stabilire
la probalità teorica di un numero: 5: 90 = 1:18. Ma il
nostro gioco comprende anche quello degli ambi, quello dei
terni, senza parlare delle quaterne. Con i novanta numeri si
compongono 4005 ambi dei quali ne vengono sorteggiati 10 ad
ogni estrazione. Tutta la serie, quindi, si dovrebbe
teoricamente rinnovare ogni 400,5 estrazioni. In effetti ci
sono ambi che ritardano fino a quattromila estrazioni. Ma,
per quello che diremmo più innanzi, a noi interessa
stabilire che un ambo trovasi in turno ogni 400,5
estrazioni, e che il rapporto di probabilità di un ambo
scelto per il gioco è di 10:4005 = 1:400,5 e meglio 1:10 =
400,5:4005. I terni, che astrattamente si suppongono
imbussolati, sono oltre 117. Poiché con cinque numeri se ne
formano dieci, per esaurire tutta la massa occorrono 11.700
estrazioni e il rapporto di probabilità è così
rappresentato: 10:117000 = 1:11700 e meglio 1:10 =
11700:117000. Sono questi gli indici favolosi di
possibilità contro i quali ad ogni estrazione opera il
calcolo per il trionfo di una costruzione numerica ritenuta
probabile. E’ quindi evidente che senza una legge
particolare che guidi il giocatore nei meandri dell’incertezza,
tra le molteplici posizioni che si presentano probabili, non
è possibile vincere le sconfinate avversità dell’urna.
|
|