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Calcolo
di probabilità del Dott. Tobran
2°
parte
Che
cosa si deve intendere per un dato limite? Si è detto che
nell’ordinamento del lotto i numeri della ruota sono
novanta e cinque quelli che vengono estratti a sorte.
Matematicamente, un numero come estratto semplice dovrebbe
sortire ogni 18 settimane: 90 : 5 = 18. In effetti, ciò non
si verifica perché i ritardi e le frequenze determinano
dislivelli talvolta considerevoli. Ma poiché dopo un numero
considerevole di prove, il rapporto di sortita delle singole
unità, da principio divergente, diventa regolare, le
oscillazioni intorno ai limiti matematici, per cui un numero
invece di sortire esattamente 100 volte su 9000 estratti,
sorte 115 o 105 o 90, costituiscono scarto normale comune a
tutti i fenomeni del genere. Tali differenze della
manifestazione quantitativa, mentre non inficiano il
concetto di probabilità costante del fenomeno in
osservazione, offrono la base per stabilire, teoricamente, i
limiti massimi e minimi entro i quali il rapporto del numero
degli avvenimenti favorevoli, rispetto a quello dei
contrari, si allontanerà dal rapporto delle rispettive
possibilità. Tema specifico: valutazione e misurazione dei
ritardi e delle frequenze in grado massimo, medio e minimo.
La nozione di questo principio assume in pratica
considerevole importanza. Alla ruota di Napoli dal 1901 al
1930 sulla media teorica di novanta sortite per ogni numero,
lo scarto massimo è rappresentato da 69 sortite del numero
55 e da 102 sortite del numero 89.
Cosicché
90 – 69 = 21 scarto in meno
102
– 90 = 22 scarto in più
somma
43 : 2 = 21,5.
Media
21,5 di scarto in più o in meno che ripartito in tre
periodi decennali da circa 7. Dividendo similmente le
sortite di ogni numero si ha 90 : 3 = 30 sortite in 540
estrazioni (30 x 18 = 540). Per conoscere quale è lo scarto
massimo probabile di ritardo e di frequenza di ogni numero
le 30 sortite in frequenza si elevano a 38 e in ritardo si
riducono a 22. Dividendo il numero delle estrazioni per tali
coefficienti si ha 540:38=14,21 cioè a dire che la sortita
di un numero in frequenza si verifica entro lo spazio di 15
estrazioni. 540:22=24,54, cioè a dire che un numero in fase
di ritardo si presenta ogni 24-25 estrazioni ovvero in caso
di ritardo globale entro 144 estrazioni (8 x 18 = 144). Tali
limiti, tranne rarissime eccezioni, si mantengono costanti
nei tre decenni. Ma la teoria degli scarti, mai in
precedenza affrontata in forma compiuta, può assumere
addirittura funzione di calcolo direttivo. E’ infatti
certo che tutte le unità numeriche che nell’ultimo
periodo decennale (ovvero di otto anni come minimo) subirono
fenomeni di arresto non dovuto a precedente fase di
frequenza, nel periodo susseguente mantengono il rapporto
delle rispettive possibilità, cioè di una sortita in media
ogni diciotto estrazioni. Inoltre i dati costituenti una
serie non sono mai tutti fra loro perfettamente uguali,
perché i fatti che rappresentano sono bensì soggetti all’azione
delle cause costanti e delle variazioni regolari, ma
risentono altresì l’influenza delle cause variabili
irregolari, perturbatrici o accidentali, che li fanno
deviare in ogni senso in più o in meno. Bisogna dunque
sceverarli da tutto ciò che possono avere d’accidentale o
d’anormale, sicché altro non rappresentano che il
prodotto delle cause costanti o delle variazioni regolari.
Così al gioco del lotto regolari e costanti sono le
estrazioni, il numero delle unità che vengono estratte,
cioè cinque, il numero delle unità imbussolate, cioè 90;
irregolare e variabile è il numero di sortita di ogni
unità. Dopo una lunga serie di estrazioni si riscontra che
alcuni numeri sono usciti ad esempio 110 volte, altri 80,
altri 78, altri ancora 115. Per determinare lo scarto in
più o in meno, occorre fissare un punto intermedio che
trovi fondamento nelle cause costanti e nelle variazioni
regolari. All’uopo si ricorre all’ufficio delle medie
che è quello di compendiare in un termine solo il valore
dei vari dislivelli. Su 9000 estratti, ad esempio, poiché
90 sono i numeri imbussolati, la quota di sortite spettante
ad ogni numero si ottiene dividendo 9000:90.Il prodotto
cento rappresenta la media intorno alla quale si calcola lo
scarto. Su 8000 ambi la media di ambi spettante ad ogni
numero si concreta dividendo 8000 per 4005, quanti sono gli
ambi che si suppongono imbussolati nell’urna, e così di
seguito.
(continua)
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