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Dott. Tobran – Dott. Berschet : La legge triplare

4° parte

Successione numerica triplare

Il calcolo di probabilità applicato al gioco del lotto presenta diversi problemi. Per una soluzione adeguata alla stato attuale delle cognizioni umane, occorre tenere presente:

che nell’urna si trovano imbussolati non novanta unità, ma nove o dieci gruppi di numeri che nello svolgimento delle estrazioni si trovano l’una contro l’altra;

che, teoricamente, un numero dovrebbe riprodursi ogni diciotto estrazioni e che nello spazio di diciotto estrazioni vengono sorteggiati effettivamente novanta numeri;

che un ambo dovrebbe teoricamente presentarsi ogni quattrocento estrazioni, e che in tale periodo si producono effettivamente quattromila ambi;

che il calcolo , ricercando il terzo termine riduce il campo dell’indagine ad un terzo delle probabilità possibili;

che la correlazione può essere anche tripla e quadrupla a condizione che l’elemento di ogni singola serie si trovi nella sfera di influenza degli altri elementi.

Posto ciò, se il nostro calcolo incide sopra un campo sperimentale di trecentottantadue estrazioni, qualunque sia la data d’inizio, e in un corredo di quadri statistici con ordine cronologico triplare, annotiamo le chiusure triplari verificatesi in tremilaottocentoventi ambi in funzione di chiusura per completare il ciclo di quattromila combinazioni nel corso delle successive diciotto estrazioni. Tali ambi inquadrati con la teoria della correlazione, in gruppi di dieci in cinque numeri, e disposti sulla scala delle diciotto estrazioni mediante la norma della equidistanza, tenendo in calcolo che tutti i novanta numeri vi siano rappresentati, ne scaturisce un sistema di diciotto cinquine omogenee, in cui le combinazioni, legati dal contratto triplare, possono costituire una successione numerica conforme alle estrazioni future. Diranno molti che trattasi di una concezione pazzesca o quanto meno ardita. L’autore afferma che è, invece, una costruzione realistica, obiettivamente logica, che trova fondamento nella legge di correlazione, e che non sarebbe assolutamente possibile qualora si volesse operare con i novanta numeri singolarmente presi. Pazzesco sarebbe se si volesse smaltire un sistema per vincere la intera cinquina o la quaterna. Il calcolo occorre per formare il campo di indagine e per stabilire approssimativamente i limiti di tempo entro i quali la combinazione scelta può avere successo. Abbiamo, infatti, premesso che bisogna dimenticare che nell’urna ci siano novanta numeri. Seguendo lo svolgimento di una serie di nove o di dieci numeri e controllando le sue correlazioni, la superficie sperimentale si restringe ad un nono: il calcolo sviluppato sopra un gruppo abbraccia necessariamente, nell’ipotesi dell’ambo, il movimento sincronizzante di un altro gruppo, il quale, a sua volta, cade necessariamente e contemporaneamente sotto la sfera del nostro esame. Dai primi esperimenti già fatti sul passato il sistema della correlazione ha dato ottimi risultati e ci riserviamo darne pubblica dimostrazione sviluppando un caso pratico. Ma prima di chiudere questo breve trattato è bene, invece, documentare i fenomeni straordinari della equidistanza e di influenza di un numero sopra un altro in tema di correlazione. Equidistanza e correlazione sono fenomeni coordinati e connessi e si misurano ad estrazioni, quando il calcolo si concentra su tutta la massa dei novanta numeri o di un gruppo; a sortite se ci riferiamo alla evoluzione di singoli numeri nell’ambito del proprio gruppo.

(continua)