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Dott.
Tobran – Dott. Berschet : La legge triplare
2°
parte
Mediante
la legge triplare la nostra materia assume veste scientifica
e forma positiva. L’esperienza ha, infatti, dimostrato che
sortiti due numeri di una terzina triplare, l’estrazione
darà immancabilmente il terzo elemento che concreta la
somma: sortiti i numeri 1 e 4 inevitabilmente si presenterà
il numero 7 che chiude il ciclo della tripla di decina
1.4.7. Sortiti i numeri 22.55 c’è da attendere il numero
88 che concreta la tripla di figura mista 22.55.88. Il
teorema che ne insorge è il seguente: dati due numeri in
funzione di tripla precedentemente estratti, si determina la
probabilità di sortita del terzo termine che ne chiude la
somma triplare. Il compartimento di Palermo in data 25
luglio 1936, dava il numero 59 e dopo 6 estrazioni, il 12
settembre, emetteva il numero 53. Si manifestava così il
movimento della tripla di decina 53.56.59 in figura 2.5.8 e
cadenza 3.6.9 a cui mancava il terzo elemento 56. Dopo altre
6 estrazioni e, precisamente, in data 31 ottobre, il
compartimento sorteggiava precisamente il numero 56. Un
attento esame delle estrazioni di tutte le ruote dimostra
questo fenomeno, tranne rare eccezioni, dovute per lo più
alla manifestazione quantitativa precedente della tripla,
sia costante e reale. Il vantaggio che il sistema offre è,
senza dubbio, immenso perché consiste nella ricerca del
terzo termine riducendo il campo di indagine ad un terzo. In
pratica, si hanno due sistemi per lo sfruttamento della
teoria: uno diretto, quando cioè si opera direttamente con
i numeri estratti, come nell’esempio sopra riportato; l’altro
indiretto, quando l’ordinamento triplare si adopera come
differenziale. Quest’ultimo fu indubbiamente escogitato
dal Prof. Fedele Daneval, il quale ci tramandò pagine
meravigliose di applicazione. Allo stato, il sistema diretto
si presta maggiormente alla semplificazione e, quindi, alla
comprensione immediata e chiara dello studioso e del
giocatore.
Ecco
qualche altro esempio:
Sortito
a Venezia il numero 21 nella estrazione del 17 ottobre 1936
e il 51 in quella del 31 detto, si determinava la
probabilità del numero 81 a chiusura della tripla di figura
3.6.9 in cadenza di uno. Ma in quale estrazione si sarebbe
verificato l’evento? Ecco un problema arduo. Una rigorosa
indagine ha dato modo di formulare la teoria dell’equidistanza,
per cui, la manifestazione del numero integrale in funzione
di chiusura triplare deve avvenire alla stessa distanza
interceduta tra i due termini precedentemente estratti.
Così poiché tra il numero ventuno e il cinquantuno era
corso l’intervallo di una estrazione, il numero 81 doveva
presentarsi alla seconda estrazione successiva a quella del
51, ed effettivamente venne estratto entro tali limiti il 14
novembre. Similmente, si è verificato alla stessa ruota con
la tripla 61.64.67 sortita nelle tre estrazioni consecutive
del 28 novembre, 5 e 12 dicembre 1936. Ugualmente si è
verificato centinaia di volte su tutte le ruote. Il fenomeno
non ha certo carattere di assolutezza, perché sovente il
terzo numero si manifesta dopo un lungo periodo di
estrazioni, ma non può classificarsi come un’eccezione
perché su mille estrazioni si verifica almeno cento volte.
Osservando determinate norme, assume indubbiamente veste di
legge e può regolare la successione numerica triplare.
Occorre, infatti, tener presente che il calcolo di
probabilità presuppone la livellazione in un termine solo
di tutte le sperequazioni; che un numero in funzione di
tripla può essere uscito da una fase di frequenza e,
quindi, non costituire una causa generante ma una funzione
propria irregolare. Allora prima di elevare un termine a
valore di causa o di effetto, deve essere studiato nella sua
vita intima, in rapporto alla manifestazione quantitativa di
tutta la serie.
(continua)
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